Benvenuti
"Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta." (Spinoza)
Ed è forse questa la frase adatta per porgervi il nostro benvenuto all'interno del mondo-percorso dell' Associazione Culturale Terra Matta.La frase di Spinoza spiega bene la nascita della nostra associazione che parte da una piccola-grande domanda : "perchè non c'è ad Enna un' adeguata risposta alla domanda di cultura, al desiderio di arte, musica, parole di giovani e meno giovani ?" Domanda che esige una risposta concreta; quella da noi trovata è stata "Terra Matta" in cui si uniscono sogni, abilità, aspettative e voglia di esprimersi. Voglia di cambiare rotta insomma, svegliandosi da questa sonnacchiosa realtà culturale.
Massimo Zamboni (chitarrista e membro fondatore dei CCCP Fedeli alla Linea) si confessa a Rolling Stone
La voce di Massimo Zamboni è soffice come certi pianoforti (made in Francesco Magnelli) che, nel cuore degli anni '90, arricchivano la musica dei CSI. Il chitarrista che Giovanni Lindo Ferretti amava definire dallo stile “grattugiato” si trova a Reggio Emilia (la stessa Reggio dei CCCP – Fedeli alla Linea e degli Offlaga Disco Pax, giusto per fare due nomi che non c'entrano nulla l’uno con l’altro ma che il destino ha fatto nascere a pochi chilometri di distanza...) esattamente alla viglia di un tour estivo che lo vedrà protagonista assieme alla rocker-attrice Angela Baraldi. La neo-coppia, infatti, si è concessa già sette date primaverili in cui ha rinverdito il mito degli stessi CCCP, dei CSI e delle canzoni (spesso ingiustamente sottovalutate…) dello Zamboni solista. Da lì è nata l'idea di un disco dal vivo (titolo che più esplicito non si può: 'Solo Una Terapia: Dai CCCP all'Estinzione’) in cui i nostri si lanciano in cover adrenaliniche di 'Curami', 'Mi Ami?', 'Io Sto Bene' e 'M'Importa 'Na Sega' così come di episodi più compassati e cantautorali (termine orribile, lo so...) di 'Cupe Vampe', 'Annarella' e 'Del Mondo'. Un'operazione di – chiamiamola così - “nostalgia updatata” che lo stesso Massimo ha presentato ai lettori di Rolling Stone con parole di legittimo trasporto emotivo. Prima di levarsi (metaforicamente) gli stivali e lasciar cascare qualche pietra acuminata che, con ogni evidenza, gli rendeva ostico il cammino in questo “paranoico” terzo millennio. Leggete, leggete...
Da Annarella Giudici ad Angela Baraldi passando per Ginevra Di Marco e Nada, la regola per Massimo Zamboni sembra sempre quella di essere “felice tra le donne”...
“Ehm, in realtà anche la presenza maschile è stata molto 'ingombrante' durante il mio percorso artistico... E comunque lavorare al giorno d’oggi con Angela mi toglie in una volta sola il problema delle affinità con la voce di Giovanni (Ferretti, ndr): pensa quanti paragoni sarebbero stati fatti se avessi deciso di collaborare con un cantante maschio! E poi non sottovaluterei la complementarietà di quest’avventura Zamboni-Baraldi. Come in passato ho avuto la fortuna di incastrarmi alla perfezione con il talento di Giovanni, adesso questo mi capita con Angela ed... è bellissimo!”
Christiania:città hippie
Dopo otto anni di scontri e negoziati, i 700 cittadini della città fondata nel 1971 in un campo di caserme abbandonate hanno vinto la battaglia. E accettato l'accordo elaborato dal ministero della Difesa: compreranno l'intero complesso residenziale per 76,2 milioni di corone danesi, circa 10,2 milioni di euro
BRUXELLES - La città dell'utopia di Copenaghen continuerà a vivere, libera e abitata. Gli hippie di Christiania sono riusciti a evitare che le autorità danesi la smantellassero, distruggendone l'utopia. Per riscattarla i suoi 700 abitanti hanno combattuto pacificamente per otto anni, hanno negoziato con le autorità statali che volevano sfrattarli e a distanza di 40 anni dalla fondazione, hanno accettato il modello di accordo elaborato dal ministero della Difesa di Copenaghen. Da oggi potranno avere il diritto di usufrutto del quartiere occupato e autogestito (circa 35 ettari), a condizione che acquistino attraverso un fondo l'intero complesso residenziale per 76,2 milioni di corone danesi, l'equivalente di circa 10,2 milioni di euro.
Fondata nel 1971 in un campo di caserme abbandonate di fronte alla Sirenetta da un gruppo di hippie, Christiania oggi è salva. "Con l'accordo - ha detto il portavoce della città, Thomas Ertmann - possiamo continuare a essere una società alternativa e Christiania stessa di può rinnovare e sviluppare
come un libero stato". L'accordo è stato raggiunto valutando l'insieme delle proprietà circa 3.500 corone (470 euro) a metro quadro, un valore molto al di sotto del prezzo di mercato. E' stato definito "bellissimo" dall'avvocato della comunità, Knud Foldshack, e ha avuto sostegno bipartisan in un Paese retto da un governo di centrodestra. Tanto da essere stato benedetto dal portavoce per le politiche finanziarie del partito conservatore, Mike Legarth: "Se gli abitanti di Christiania avessero dovuto pagare il prezzo pieno di mercato non avrebbero avuto alcuna possibilità".
Invece Christiania, che ha una propria valuta e propri costumi, leggi e regole autonome, dove la proprietà è collettiva, le auto quasi non circolano, così come la violenza, le armi e le droghe pesanti sono tenute fuori, dove le decisioni politiche vengono prese in sessioni plenarie o "incontri di zona", con le sue strade senza asfalto, e le bancarelle per le droghe leggere, è un sogno che può continuare a esistere e continuare a essere una delle mete preferite dell'intera capitale danese. Negli anni di negoziati e lotte per la sua chiusura, gli abitanti contrattaccarono con umorismo e perseveranza. Quando nel 2002 le autorità chiesero che il commercio di hashish venisse reso meno visibile, gli abitanti coprirono le bancarelle con teli mimetici. Dal 2004 il commercio della sostanza prosegue su base personale, come un modo per persuadere il governo a lasciare in vita Christiania. Il 19 maggio 2007, a 35 anni dalla sua nascita, la polizia distrusse uno dei primi edifici. Da oggi la lotta finisce, e l'utopia è stata valutata a un prezzo di dieci milioni di euro. Che, assicurano gli abitanti, "riusciremo a pagare".
Fonte: repubblica.it
THE TREE OF LIFE di Terrence Malick
Jessica Chastain "Se non ami, la tua vita passerà in un lampo"
Brad Pitt "Un giorno cadremo e verseremo lacrime, e perderemo tutto, ogni cosa."
Sinossi:
Un uomo e i suoi pensieri, la sua famiglia e il cosmo in cui siamo immersi
summa malickis
"Tardi ti ho amato,Bellezza tanto antica e tanto nuova;
tardi ti ho amato!
Tu eri dentro di me, e io stavo fuori,
ti cercavo qui, gettandomi, deforme,
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le creature
che, pure, se non esistessero in te,
non esisterebbero per niente.
sant'Agostino d'Ippona
Malick firma il suo ultimo lavoro dopo vari rimaneggiamenti, tagli, blocchi creativi e di produzione. La genesi di The Tree of Life è segnata da tribolazioni intime ed approda nella sale fra la perplessità e lo spaesamento di larga parte di critica e pubblico. La complessità della pellicola è pari solo alla sua meravigliosa incoerenza scenica fra impatto visivo, melodia sonora, voce narrante, pulizia fotografica; incorenza dettata dall'assoluto rifiuto di linearità non solo comunicativa ma specificatamente narrativa in favore di un perenne richiamo alla circolarità di forme e processi che si palesa in molte inquadrature (dalle cellule all'architettura, dalle supernove a ai bulbi oculari).
